|
D: Caro Sindaco, abbiamo letto in
questi giorni le sue dichiarazioni a proposito di TAV. Il suo è un movimento
SI’ TAV ?
R: Io ho aderito e in parte sostenuto
la protesta dei Sindaci quando questa si prefiggeva l’obiettivo di portare il
governo nazionale e le ferrovie al confronto con le esigenze del territorio.
Ho mai condiviso le derive estremiste del NO TAV senza proposte.
D: Ci può dire cosa è cambiato ?
R: Grazie al lavoro dell’Osservatorio
(un tavolo tecnico presieduto dall’architetto Virano e partecipato da
rappresentanti di tutte le aree interessate) la TAV ha perso larga parte dei
suoi contenuti di minaccia per il territorio, trasformandosi a mio avviso in
una straordinaria opportunità per i cittadini.
Siamo passati da un’opera di rilievo
strategico nazionale, che faceva pagare prezzi alti al territorio, ad un
opera più “amichevole” che, pur non perdendo i suoi caratteri strategici,
assume fino in fondo il tema del recupero territoriale, della compatibilità
ambientale e dei servizi aggiuntivi
che può e deve produrre per i cittadini.
D: Ci fa qualche esempio ?
R: Ad esempio, un conto è che l’opera
sia progettata solo pensando alle merci che devono transitare sul cosiddetto
corridoio 5, percorrendo ad alta velocità tutta l’Europa fino a Kiev, un
altro conto è che ci si assuma anche la priorità dei passeggeri e del trasporto locale che lascia molto a
desiderare.
D: Per Settimo cosa prevede? Quali
sono i vantaggi che i cittadini avrebbero ?
R: Stiamo lavorando su diversi fronti,
ponendo al centro il problema della persona, del passeggero che oggi ha a che
fare con servizi scadenti, treni sporchi, orari con buchi enormi, disservizi
di vario genere.
La nostra proposta si articola in tre
fasi:
1) procediamo subito con
l’ammodernamento e il raddoppio della linea Canavesana verso Volpiano e
Rivarolo, prevedendo su Settimo uno spostamento della connessione con la
linea storica Torino Milano, poco dopo il cimitero, garantendo in questo modo
il servizio ferroviario alle nuove esigenze di localizzazione industriale su
quell’area(Pirelli, ma non solo). In quel punto prevediamo una nuova stazione
di riferimento anche per coloro che arrivano in auto dalla statale 11.
2) ammoderniamo l’attuale stazione,
facendola diventare un punto di riferimento per l’attestamento dei trasporti
e dei parcheggi, anche alla luce dei lavori iniziati di rifacimento del
sottopasso pedonale e viario di via Leinì – piazza Schiapparelli; creiamo una
nuova stazione all’altezza dell’attuale stabilimento Pirelli di via Torino,
nell’ambito dell’intervento di trasformazione territoriale denominato Laguna
Verde, nel quale sono previsti centri di ricerca, attività commerciali di
pregio e nuove residenze per circa 8000 abitanti.
3) Poniamo con forza il tema
dell’interramento del tratto tra la prima e la terza stazione (tra i due
cavalcavia di corso
Piemonte a ovest e ad est della città), ottenendo in questo
modo un grande cambiamento della struttura urbana di Settimo.
D: Tre stazioni dunque, non le sembra
di esagerare ?
R: No, se pensiamo che questa
diventerebbe la metropolitana per Settimo, Chivasso e il Canavese. Sull’esempio di molte altre città Europee e
dello stesso passante di Torino utilizzeremmo in questo modo le tracce della
vecchia Ferrovia To-Mi, lasciate libere dall’uso della nuova linea Torino
Lione, per dotare il territorio di un servizio ferroviario con standard molto
elevati (quasi una linea di metropolitana con costi accettabili e tempi rapidi).
D: I tempi appunto, quanto dovremmo
aspettare?
R: Siamo più avanti di quanto sembra.
In realtà sono mesi che stiamo lavorando a questa ipotesi e i principali
interlocutori sono concordi. L’idea è stata ripresa e formalizzata nel piano
strategico provinciale e risulta compresa nelle ipotesi di lavoro formulate
al Governo da parte dell’osservatorio.
Se tutto va bene potremmo, entro la
fine del 2009, avere prime ipotesi progettuali e ,se vengono stanziati i
fondi, vedere l’inizio delle opere (almeno per i primi due punti) entro il
2010. Per il 2012 – 2013 si potranno già avere i primi significativi benefici
in termini di nuovi treni e intensificazione delle corse (l’obiettivo è di
arrivare a corse ogni 10–20 minuti).
D: Un ultima battuta su chi dice che
lei è un visionario.
R: Saranno i cittadini a valutare. Io
penso che non possiamo perdere le occasioni per dare a Settimo infrastrutture e
servizi tipici di un’area metropolitana.
D: Pensa che nel passato si siano
perse occasioni?
R: Non amo ragionare con la testa
rivolta al passato. Certo è che, con la linea ad alta capacità Torino Milano,
Settimo ha pagato un caro prezzo in termini di impatto territoriale. Ora
dobbiamo fare meglio e pretendere più rispetto per il territorio e per i
cittadini.
|