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Energia, ricerca e sviluppo sostenibile

19 Febbraio 2009 -  scrivi la tua opinione 

Dopo le industrie degli anni ’50 un nuovo inizio: ricerca, nuove energie e sostenibilità ambientale. 

 

 

 

 

  

Ricerca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

Tecnologie  innovative

 

 

 

 

 

  

 

 

 

Edilizia sostenibile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 Sviluppo sostenibile

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 Sportello Energia

 

 

 

 

 

D: In questi anni Settimo ha puntato con decisione sui settori della Ricerca e delle Energie Alternative. Come mai questa scelta?

R: Perché riteniamo importante posizionare il nostro territorio, che ha una grande tradizione industriale, sulle  nuove frontiere dello sviluppo: la ricerca, le nuove tecnologie, la sostenibilità ambientale, le energie rinnovabili. 


D: Partiamo dalla Ricerca. Quali sono i progetti? 

R: Uno è già realtà. Si tratta dell’accordo firmato tra Politecnico di Torino e Pirelli per la creazione di un centro per la Ricerca sulle nanotecnologie applicate agli pneumatici, il cosiddetto pneumatico intelligente. E poi, all’interno di Laguna Verde, la riqualificazione urbana lungo l’asse di via Torino, sono previsti tre poli della Ricerca in cui verranno coinvolte Università italiane ed estere e grandi aziende.

 

D: Perché è così importante la Ricerca?

R: La Ricerca è il motore per l’Industria. L’Italia, come tutta l’Europa, non può competere con i prodotti realizzati nei paesi in via di sviluppo dove la manodopera costa molto meno. Il punto di forza per le nostre aziende deve essere l’innovazione, l’alta qualità, la ricerca di nuove soluzioni.

Nei prossimi vent’anni verranno sostituiti oltre il 70% dei materiali che usiamo oggi, c’è bisogno di molta ricerca e di nuove filiere industriali.

Il petrolio è una risorsa sempre più instabile ed è indispensabile accelerare l’introduzione di nuove forme di produzione, di distribuzione e di consumo di energia.

Su questi settori il mondo va molto veloce, noi pensiamo che il nostro territorio abbia le potenzialità per concorrere a queste sfide.

Inoltre credo occorra equilibrare, nell’area metropolitana, l’insediamento delle funzioni della conoscenza e del sapere.

 

D: Ricerca, ma anche sperimentazione?

R: Certamente. Già da qualche anno abbiamo investito molto sul tema della sperimentazione e applicazione di tecnologie ambientali innovative.

Dopo aver esteso la rete di teleriscaldamento su tutto il territorio, abbiamo iniziato ad investire sulla diffusione delle migliori tecnologie nel campo delle energie rinnovabili: già oggi abbiamo una ventina di esempi su edifici, pubblici e non, di impianti fotovoltaici, di micro trigenerazione, di pompe di calore e, tra breve, di micro eolico. Inoltre abbiamo lavorato per la sperimentazione di nuove forme di consumo, distribuzione e risparmio: dai pannelli radianti all’illuminazione a led, alla sperimentazione delle celle a combustibile alimentate a idrogeno.

Tecnologie che hanno consentito un significativo risparmio di energia e di conseguenza un minor inquinamento atmosferico. Ma siamo solo all’inizio.

 

D Recentemente è stato approvato un allegato energetico al regolamento edilizio giudicato altamente innovativo, di cosa si tratta?

R: Uno dei settori più interessanti è proprio quello del risparmio energetico, reso possibile dalla cosiddetta edilizia sostenibile. Il nuovo allegato energetico, approvato dal Consiglio Comunale, pone Settimo Torinese all’avanguardia in Italia sul tema della “buona edilizia”.

Le nuove regole non si limitano a prevedere ed incentivare la diffusione dell’energia rinnovabile e del risparmio energetico, ma introducono un concetto più largo di sostenibilità prendendo in esame altre risorse fondamentali come l’acqua, il verde, i materiali usati.

Oltre a proporre regole ed incentivi vogliamo anche dare il  buon esempio: tutte le nuove iniziative di trasformazione del territorio, in cui è prevista la partecipazione pubblica, dovranno raggiungere i più elevati livelli possibili di sostenibilità ambientale. Per la parte energetica puntiamo a raggiungere nei prossimi interventi la classe A.  


D: Classe A? 

R: Sì, un po’ come funziona per gli elettrodomestici, anche gli edifici vengono classificati in base a quale e quanta energia consumano. Un edificio, per ottenere la certificazione di classe A, deve essere costruito con un mix importante di tecnologie attive e passive volte al risparmio energetico e all’utilizzo di energie rinnovabili.

 

D: Questo per le trasformazioni che riguardano il pubblico, e per i privati?

R: Con il nuovo allegato energetico sono previsti importanti incentivi (premi di cubatura o riduzione di oneri e di costo di costruzione) per i privati che si impegnano a realizzare edifici ad alti livelli di efficienza energetica e ambientale. In questo modo vogliamo innescare un meccanismo virtuoso: da un lato guadagnare in qualità e dall’altro dare impulso a una nuova economia fondata sulla sostenibilità ambientale. 

 

D: Ma case così costeranno tantissimo, saranno solo per ricchi?

R. Assolutamente no. Il maggior costo per la realizzazione di edifici in classe A o B da una parte viene compensato dagli incentivi previsti dall’allegato energetico e dall’altra dalle minori spese energetiche per la “vita” dell’edificio stesso. Se facciamo i conti correttamente io credo che costeranno di meno, pur essendo più efficienti e confortevoli dal punto di vista energetico ed abitativo.

 

D: Quando parli di sostenibilità cosa intendi ?

Proporre il tema della sostenibilità dello sviluppo significa farsi carico del rapporto che ci deve essere tra le azioni di oggi e le generazioni future, significa dare regole per uno sviluppo possibile e rispettoso delle risorse naturali e sociali.

 

D: Altre regole? Non pensi che ce ne siano già troppe?

Certo, lo penso anch’io. Il richiamo al principio della responsabilità verso le generazioni future non può semplicemente sovrapporsi al complesso di regole, limitazioni, vincoli già in essere, ma deve orientare il soggetto pubblico ad una riforma e ridefinizione degli obbiettivi, dei limiti e delle regole che devono essere applicate.

Il nuovo patto tra pubblico e privato deve essere fondato su una generale semplificazione delle procedure e dei punti di blocco e di controllo spesso incomprensibili, in cambio di un impegno a focalizzare l’attenzione, oltre che alle utilità di breve periodo, sulle conseguenze in termini di sostenibilità delle azioni compiute.

 

D: Certo che efficienza energetica, energie rinnovabili, bioarchitettura sono temi un po’ difficili

R: E’ vero. Pur rappresentando il futuro del nostro Pianeta sono argomenti di cui si parla ancora poco, forse proprio perché sono complessi. Per facilitare la comprensione di questi temi abbiamo aperto uno Sportello Energia che agirà sia online attraverso il web sia mediante un punto di ascolto e di assistenza presso il Comune. Si tratta di un ufficio dove personale esperto fornirà attività di consulenza e informazione non solo per gli operatori del settore (costruttori, professionisti, imprese) ma anche per i singoli cittadini che vogliono approfondire la loro conoscenza in tema di energia.

Inoltre lo Sportello Energia fornirà il supporto e la consulenza per ottenere agevolazioni e finanziamenti per la realizzazione di impianti ad energie rinnovabili.

 

D: In conclusione, come sarà la Settimo del futuro ?

R: Per evitare fraintendimenti io parlerei di futuro prossimo. Normalmente la gente associa questi obbiettivi alla fantascienza mentre invece non solo sono a portata di mano ma in parte sono già presenti nella nostra vita quotidiana.

L’idea è quella di fare di Settimo una città caratterizzata dalla presenza di poli di ricerca e di formazione nel settore dei nuovi materiali e delle nuove energie in particolare, stimolando con tutti gli strumenti a nostra disposizione la nascita di un’economia fondata sui principi di sostenibilità ambientale. 

Nei mesi scorsi siamo riusciti, come Comune capofila, ad associare ben 18 Comuni dell’area nord di Torino attorno a questi obbiettivi condividendo con loro progetti concreti di diffusione delle energie rinnovabili sul territorio. Abbiamo ottenuto un primo finanziamento dalla Regione Piemonte per 5 milioni di euro a valere sui fondi europei di sviluppo.

Si può partire di qui per guardare avanti e dare la dovuta centralità nel nostro programma ai temi della ricerca, delle nuove energie e dell’ambiente.