1000giorni trascorsi da
Elezioni comunali

aldocorgiat.it

Home Page

Partecipate e comunicate con Aldo Corgiat attraverso:

Settimo punta in Aldo

- Il blog di Aldo Corgiat

- Manda una mail ad Aldo


Discorso di insediamento 2009

(Riportiamo il discorso del Sindaco Aldo Corgiat - nelle foto - alla seduta di insediamento del Consiglio comunale del 29 giugno 2009)
 
 
Cari cittadini settimesi, consigliere e consiglieri, buonasera a tutti.

Con il giuramento del Sindaco davanti al Consiglio Comunale, l’istituzione Comune riprende il suo cammino dopo la verifica elettorale.

E’ in questo primo Consiglio che si riforma l’edificio istituzionale, che si confermano gli eletti, si insediano le commissioni consiliari, la conferenza dei Capigruppo e si elegge il Presidente del Consiglio e l’ufficio di presidenza.

Con il giuramento si instaura un rapporto di mutua dipendenza tra Sindaco e Consiglio Comunale, tra esecutivo e assemblea elettiva. 

Non è stato sempre così. In un passato ancora recente il Sindaco giurava davanti al Prefetto, in una dipendenza che lo voleva più legato alle sue funzioni di ufficiale di governo, di rappresentante locale dello Stato centrale che di rappresentante eletto dai cittadini.

Prima della legge 81 del 1993 il Sindaco era espressione del Consiglio e dello Stato nella sua duplice funzione, si diceva allora, di rappresentante della comunità locale e di ufficiale di governo. L’introduzione del limite del doppio mandato, dell’incompatibilità tra il ruolo degli assessori e di consigliere comunale hanno rappresentato dei correttivi necessari ad un eccessivo ruolo della carica del Sindaco e della Giunta che inevitabilmente sarebbe andato a
discapito del ruolo del Consiglio Comunale.

Il giuramento appena pronunciato è dunque un momento alto e fondamentale di quel percorso di rafforzamento del ruolo delle autonomie locali iniziato negli anni ’80 e ancora ben lontano dall’essere considerato soddisfacente.

E’ importante che ne siamo tutti consapevoli perché al di là e al di sopra dei diversi pensieri e appartenenze politiche spetta al Consiglio Comunale di rappresentare politicamente oltre che amministrativamente la comunità locale. Certamente accanto e non contro alle altre istituzioni democratiche, dobbiamo operare ogni giorno affinché si affermino le buone ragioni della nostra comunità locale.

Il primo Consiglio Comunale di un nuovo mandato amministrativo è tornato ad essere un evento importante e rappresentativo, in controtendenza con quanto si osserva di solito in tema di rapporto tra le istituzioni e i cittadini.

Un evento importante, solenne, tranquillizzante nella sua forza evocativa e nella sua semplicità. 
Si tratta di un atto che ognuno di noi, nati in democrazia, dà per scontato, ma che assume tutta la sua grandezza qualora ci soffermiamo a pensare al fatto che ancora oggi meno della metà dell’umanità vive in paesi con un sistema democratico.

Il primo pensiero di questa serata va quindi al ringraziamento, dovuto, a tutti coloro che ci hanno preceduto in questi banchi e in queste cariche pubbliche e che, attraverso il loro operato, la loro passione, il loro impegno, hanno reso forte il tessuto democratico della nostra comunità; hanno fatto crescere il senso delle istituzioni e la volontà civile di partecipare alla vita sociale della città.

Una partecipazione civile, ci tengo a sottolinearlo, che si manifesta in molte forme e modi ma che, in tutti i casi, è frutto della stessa libertà democratica conquistata molti anni fa dai nostri padri antifascisti e grazie alla quale siamo in quest’aula a riprendere, ancora una volta con passione e voglia di fare bene, il percorso sicuro e sempre nuovo della democrazia.

A tutti voi, a tutti loro, va io credo, a prescindere dalle idee di ciascuno, il riconoscimento di tutta la Città di Settimo di aver saputo interpretare fino in fondo il proprio ruolo, di aver avuto la costanza di difendere e sostenere le proprie idee e convinzioni nel rispetto e nell’ambito delle regole democratiche contribuendo in tal modo in maniera determinante a rafforzare i sentimenti di coscienza civile, di comunità, di solidarietà che solo in democrazia si possono compiutamente affermare.

Ho iniziato a fare il consigliere comunale a Settimo nel 1980 (29 anni fa). Non eravamo ancora in questa sala ma in via Roma 3. Da allora il mio impegno nella vita sociale della comunità settimese è stato costante e coerente sotto
le bandiere di quella che può definirsi la sinistra moderata o riformista italiana. In questa sala c’è chi ha più anzianità di servizio del sottoscritto.

Non voglio coinvolgere altri in questa riflessione ma penso sia evidente a tutti che siamo in un punto di passaggio, di rinnovamento per la politica settimese e che stia giungendo al termine un lungo percorso politico nato appunto negli anni 70 – 80 che, nel bene e nel male (dipende dai punti di vista ma io credo fondamentalmente nel bene), con errori e virtù, ha dato a Settimo sviluppo,
idee e prospettive.
 
Parallelamente credo che stia giungendo al termine un altro lungo ciclo di sviluppo iniziato negli anni ’50 e caratterizzato dalla continua presenza sul
territorio di industrie manifatturiere, anche di carattere multinazionale, con una buona e stabile presenza di mano d’opera professionalizzata.
Ma questo è un altro discorso che riprenderò nell’illustrazione del programma.
 
Tornando alla necessità di rinnovamento della classe politica credo sia utile evidenziarne l’esigenza rifuggendo però da quella moda largamente presente anche nella recente campagna elettorale dove per candidarsi ad un ruolo politico anziché avvicinarsi con l’umiltà di chi deve imparare qualche cosa si preferisce dichiarare come qualità principale di non aver mai fatto politica.
 
Ma l’avete mai visto un ingegnere, un medico o anche un idraulico che per farsi pubblicità dichiari di non saper fare il suo mestiere e di non averlo mai fatto ?
 
Io penso ci sia qualche cosa di patologico in questo comportamento.
Non penso viceversa che l’antidoto sia quello dell’eredità o della dinastia. L’incarico democratico non è cosa che si tramanda in famiglia (o almeno così non dovrebbe essere) ma che deve derivare necessariamente da un percorso di esperienza, di ascolto, di competizione sul terreno del consenso e della credibilità delle cose che si propongono e soprattutto che si riesce a realizzare.
 
Sarà nostro compito, dell’Amministrazione e del Consiglio Comunale favorire innanzitutto il ricambio generazionale uscendo anche in questo caso da rassicuranti e conosciute logiche del passato per affrontare con decisione nuove forme di discussione più aperte e capaci di promuovere nuove idee e far crescere nuove esperienze.
 
Molto in questa direzione potranno fare i partiti e la più generale riorganizzazione della politica italiana e dei suoi principali protagonisti, così come credo sia importante il contributo di innovazione e di idee che può venire dall’impegno civile, dalle associazioni, dai movimenti.
 
L’obiettivo che tutti insieme ci dobbiamo porre, maggioranza e opposizione è di ricreare continuamente le condizioni, le opportunità, in chiave più aggiornata e moderna, che a noi sono state offerte per impegnarsi nella vita sociale della nostra comunità.
 
I giovani devo potersi, se lo vogliono, occuparsi di politica, interessarsi della loro città, fare proposte per migliorarla, renderla più accogliente, più giusta, più bella da vivere. Devono poterlo fare nel rispetto delle idee degli altri ma con la soddisfazione di poter contare e competere per l’affermazione delle proprie idee. Devono poterlo fare a prescindere dalle barriere sociali, economiche, di religione, di razza, di appartenenza politica.
 
Nella speranza che tra qualche anno sia possibile sentir dire nelle campagne elettorali anziché votatemi perché non ho mai fatto politica, votatemi perché da anni sono impegnato a fare qualche cosa per la nostra città, votatemi perché non sono un egoista e fin da giovane ho dedicato un po’ del mio tempo alla “polis” e agli altri.
 
Cari cittadini settimesi, consigliere, consiglieri, si avvia questa sera un nuovo mandato amministrativo, ci lasciamo alle spalle un’impegnativa campagna elettorale nella quale ciascuno ha potuto esprimere le sue ragioni, parlare con gli elettori, trarre insegnamenti, conferme o semplicemente incontrare cittadini e sostenitori.
 
Il risultato del voto consegna a tutti noi un equilibrio che va rispettato in quanto volontà popolare. Un equilibrio derivato da un confronto anche aspro su diverse e a volte contrastanti idee di città e soluzioni ai problemi. Tocca a noi ora interpretare questo mandato e farlo vivere in questa aula nella discussione dei diversi provvedimenti amministrativi necessari all’attuazione del programma.
 
Credo al principio della rappresentanza democratica e della responsabilità di decisione da parte di chi governa; sono profondamente convinto che la democrazia è forte se sono forti i partiti, le associazioni, le organizzazioni dei cittadini. E’ il Consiglio Comunale la sede dove si realizza e si invera la democrazia della rappresentanza, dove siedono gli eletti.
 
Occorre contrastare le pratiche demagogiche e semplificate di ricorso alla “piazza”. Nella piazza, sia quella reale che quella mediatica o virtuale, vince spesso chi urla di più e non la volontà popolare.
 
La fondamentale importanza non solo del Consiglio Comunale ma di ogni singolo consigliere sta proprio nella capacità di svolgere la difficile opera di mediazione e di tramite tra i cittadini e le decisioni pubbliche.
 
Sento forte la responsabilità, che condivido con tutti voi, di contribuire al funzionamento del Consiglio Comunale e di tutta la complessa architettura
istituzionale. E’ mio auspicio che il nuovo mandato possa rapidamente conseguire, nel pieno rispetto reciproco dei ruoli tra maggioranza e
opposizione, quello spirito di confronto e di collaborazione tra tutte le diverse forze politiche nella ricerca delle migliori soluzioni per i bisogni della città.
Dobbiamo insieme dimostrare che le assemblee elettive sono utili, sempre, e non solo quando si è all'opposizione. Possiamo riformarle, migliorarne
l’efficienza, ridurne i costi, ma va ribadito con forza che questo non è il luogo dove si viene a perdere tempo o a incassare il gettone, che non è vero che la democrazia sarebbe più efficiente e utile se a votare fossero solo i capigruppo o se si riducessero i poteri e le competenze dei consigli comunali
a favore dei Sindaci o peggio ancora dei Prefetti.
 
I segnali che giungono dall’elettorato sono contrastanti, da un lato sono sempre più frequenti segnali di distacco e di insofferenza verso i modi e le forme in cui si esprime la politica e dall'altro sono altrettanto evidenti le domande di partecipazione e di politica, la richiesta di una rappresentanza attenta ai problemi dei cittadini.
 
Credo che non basti essere semplici spettatori di queste spinte opposte ma che dobbiamo fare lo sforzo di essere dei buoni esempi. Dobbiamo ribadire che “democrazia” è un termine moderno, dobbiamo contrastare l’idea secondo cui le procedure e le istituzioni democratiche sono un impaccio alla necessità di decisioni rapidi ed efficaci.
 
Come ho scritto nel programma di maggioranza: “possiamo e vogliamo essere dei democratici coerenti senza rinunciare ad esercitare la responsabilità di decisione e di governo. Rifuggiamo da logiche demagogiche e populiste a favore del principio di rappresentanza democratica.

Vogliamo contribuire a diffondere e promuovere la cultura democratica come insieme di diritti e di doveri, di partecipazione e responsabilità, in tutti i settori di articolazione della società (dai luoghi di lavoro, ai servizi pubblici, alla scuola, alla famiglia).
 
In conclusione di questo intervento di insediamento, permettetemi ancora di ringraziare ovviamente e doverosamente gli elettori che, in tanti, hanno concesso la loro preferenza al mio nome accanto al simbolo delle forze del centro sinistra e in molti casi anche scrivendo il nome di uno dei tanti candidati che hanno concorso a questa scadenza elettorale.
 
L’impegno che ho nei loro confronti è chiaramente e concretamente (come diceva il mio manifesto elettorale) quello di realizzare quanto indicato nel programma elettorale; ma è anche, ed innanzitutto, l’impegno costante a mantenere fede al giuramento solenne che questa sera ho pronunciato davanti al Consiglio Comunale.
 
La fedeltà alla costituzione e al legame che deve costantemente intercorrere tra l’eletto e l’elettore che è qualche cosa di più di un patto o di un contratto di scambio (voto in cambio di cose da realizzare) ma è l’atto originario e fondamentale di ogni democrazia.
 
Permettetemi ancora un pensiero di ringraziamento e di gratitudine nei confronti di tutti coloro che pur nell’ambito di liste e partiti diversi hanno
personalmente partecipato in qualità di candidati a questa lunga e ricca campagna elettorale.
 
Tutti, candidati vincenti od esclusi, di maggioranza o di minoranza, di liste grandi o piccole, meritano il riconoscimento di tutta la Città per lo spirito civile
con il quale hanno partecipato ed hanno animato la competizione elettorale sapendo ascoltare, proporre, discutere e richiedere il consenso agli altri
cittadini sulla base di idee, proposte di programma, credibilità personale.
 
Senza di loro la competizione elettorale perderebbe l’anima e io credo che il oro lavoro di incontro, di ascolto, di proposta di questi mesi sia una risorsa
per tutta la città e, limitandomi ovviamente al centro sinistra, auspico sinceramente che si possa partire da questa esperienza e da queste persone
per consolidare un’esperienza politica i cui confini e responsabilità vanno ben oltre al pur entusiasmante risultato raggiunto in queste consultazioni
elettorali.
 
Voglio in questo ambito ringraziare in modo particolare le candidate, che più i ogni altro hanno dovuto sacrificare in questi mesi vita personale e tempo libero pur di esserci e di rappresentare con tenacia la volontà, niente affatto scontata, né realizzata, di raggiungere pari opportunità nell’esercizio dei diritti e della rappresentanza tra i sessi a partire dalle rappresentanze elettive.
 
Il risultato che è stato consegnato dal voto è, permettetemi di dirlo insufficiente ma lusinghiero, merito dei partiti e delle liste che hanno proposto molte candidate, ma soprattutto merito loro per essere riuscite ad affermarsi con le loro ragioni e capacità in una competizione difficile e affollata.
8 donne in Consiglio Comunale è certamente un fatto da salutare con entusiasmo e da sottolineare, un buon inizio anche per quel percorso di rinnovamento a cui facevo cenno precedentemente.
 
Ritengo intanto di poter dire che si può ripartire di qui, da questo importante risultato per proseguire quel cammino di valorizzazione della presenza delle donne nella politica, nella pubblica amministrazione e nella società che sotto la bandiera del comitato pari opportunità è stato oggetto nel passato mandato amministrativo di un’intensa e proficua attività.
 
Infine saluto e ringrazio per il buon lavoro svolto anche in questo passaggio elettorale tutto il personale del Comune rappresentato qui dal Direttore Generale, dal Segretario e dal personale della segreteria del Consiglio.
 
A loro va tutta la nostra considerazione e il rispetto che è dovuto a chi lavora con impegno, molto spesso superiore al cosiddetto “dovere d’ufficio”, per assicurare quotidianamente ai cittadini servizi di qualità.
 
Vorrei concludere questo intervento di apertura del nuovo mandato amministrativo, promettendo a tutti voi serietà ed impegno, cercando di meritare la fiducia ricevuta, di corrispondere alle aspettative che migliaia di settimesi hanno riposto su di me e sulla coalizione di centro sinistra, di rappresentare un riferimento per tutti i cittadini settimesi ma soprattutto per coloro che possono di meno, con maggiori difficoltà e che maggior bisogno hanno di essere ascoltati, di poter contare sul sostegno del Comune e dell’Amministrazione locale, di poter vivere in una città ben amministrata che dia a loro opportunità di miglioramento e occasioni di benessere.
 
Grazie e buon lavoro a tutti noi.
 
Č
Ċ
ď
Amministratore aldocorgiat.it,
04/lug/2009 14:57